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Le nuove tecnologie per la gestione del traffico vanno in scena a Verona
01 diciembre 2016

Si è tenuto oggi a Verona il convegno “Dalla sbarra al flusso libero: tecnologie e sistemi free flow per la rilevazione del transito”. L’incontro è stato organizzato in collaborazione con l'Ordine degli Ingegneri di Verona da A4 Mobility S.r.l. e Kapsch TrafficCom S.r.l., due società leader nel campo degli ITS (Intelligent Transport Systems), ovvero le tecnologie per la gestione intelligente del traffico, che in un futuro prossimo diverranno di comune utilizzo. L’obiettivo era presentare le caratteristiche e i vantaggi dei sistemi di rilevazione a flusso libero, che si prestano ad applicazioni d’avanguardia in diversi contesti stradali, tra cui la riscossione del pedaggio senza la necessità di dover fermare i veicoli al tradizionale casello autostradale, o la gestione automatizzata degli accessi alle zone a traffico limitato nei centri urbani.

Sono intervenuti Olga Landolfi, Segretario Generale di TTS Italia, l’associazione di categoria di riferimento per le nuove tecnologie del traffico; Paolo Rondo-Brovetto, Professore Ordinario dell’Università di Klagenfurt; Paolo Balan, Direttore Tecnico di A4 Mobility; Andreas Hummer, Direttore Generale di Kapsch TrafficCom Italia; Andrea Renso, Dirigente responsabile della direzione Trasporti di Technital S.p.A.; Bruno Pezzuto, Mobility Manager del Comune di Verona e un portavoce di Abertis. Il Prof. Federico Rupi, Professore associato confermato del dipartimento di ingegneria civile, chimica, ambientale e dei materiali dell’Università di Bologna, ha moderato gli interventi che si sono concentrati sugli ITS e i Sistemi Free Flow nel contesto tecnologico e normativo italiano e nelle linee guida della Comunità Europea, sui suoi molteplici ambiti di applicazione in contesti urbani e interurbani.

Un sistema free flow in ambito interurbano è tipicamente composto da portali posti lungo la carreggiata a diversi km di distanza su cui sono montate delle telecamere, che leggono le targhe, e delle antenne DSRC, che comunicano con i dispositivi di bordo posti sul cruscotto dei veicoli. I dati raccolti vengono inviati a un sistema informatico centrale che calcola i pedaggi in base ai km effettivamente percorsi e gestisce la fatturazione addebitando il passaggio. Questo tipo di sistema è già utilizzato con successo in Australia, Austria, Cile, Polonia, Repubblica Ceca e Stati Uniti. “È infatti in ambito internazionale che A4 Mobility ha testato in primis questi sistemi” ha commentato il Direttore Tecnico Paolo Balan “Soprattutto nel corso di quest’anno siamo stati impegnati in studi a favore dei mercati turco e statunitense dove il free flow è oggetto di particolare attenzione oltre che utilizzo.

Le prospettive di evoluzione a livello mondiale sono molto allettanti e sapranno offrire agli operatori e ai viaggiatori innumerevoli vantaggi.” I vantaggi del sistema free flow in ambito interurbano sono stati ben descritti durante l’incontro. L’eliminazione dei caselli determina una riduzione delle emissioni perché non ci sono più code e rallentamenti, oltre a un grande risparmio in termini di suolo occupato e di costi di manutenzione. È inoltre più facile costruire entrate ed uscite, promuovendo un utilizzo efficiente dell’infrastruttura. In un sistema free flow si possono infine facilmente integrare le funzioni di sicurezza, infomobilità e pianificazione del traffico, poiché i sensori che registrano il passaggio dei veicoli sono anche in grado di raccogliere informazioni sulle caratteristiche della circolazione, tra cui velocità e tipologia di veicoli o densità del traffico. Paolo Rondo-Brovetto ha presentato gli aspetti regolatori diretti e indiretti collegati all’introduzione dei sistemi free flow. Si è soffermato in particolare sull’evoluzione delle normative europea ed italiana che regolano sia gli aspetti tecnici, sia quelli amministrativi ed economici dei servizi di tele pedaggio in un mercato libero.

“Con l’apertura ai sistemi free flow, che anche l’Italia ha avviato in questi ultimi anni, l’opportunità è duplice sia per stimolare il rinnovamento tecnologico in ambito autostradale sia per adottare soluzioni innovative in linea con gli standard internazionali anche al di fuori dell’ambito autostradale, poiché questi sistemi possono essere facilmente estesi per monitorare il traffico ai fini della sicurezza, gestire l’infomobilità e trovare applicazione anche in ambito urbano. L’introduzione di sistemi free flow in Italia avrebbe infine come potenziale effetto la riduzione dei costi di ownership dei sistemi di pedaggiamento e l’aumento della competitività del sistema paese”, ha concluso Rondo-Brovetto.

Queste nuove tecnologie portano molti vantaggi, inoltre, anche nella gestione del traffico cittadino. Andreas Hummer, Direttore Generale di Kapsch TrafficCom Italia, la società che per prima ha inventato un sistema per la gestione automatizzata degli accessi alle ZTL nel centro di Bologna, ha ricordato: “Benché il free flow sia tecnicamente possibile da molti anni, è solo recentemente, con il concetto di smart city e smart mobility, che si sta iniziando a sfruttare a pieno e integrare tutte le sue possibili applicazioni. In futuro, i dispositivi di bordo per il pagamento dell’autostrada potranno essere gli stessi per pagare le congestion charge, accedere al parcheggio dell’ufficio o a quello di casa. Inoltre, questa tecnologia è anche alla base della guida autonoma, di cui oggi tanto si parla, quindi un passo necessario per portarci alla gestione del traffico del futuro, che sarà totalmente automatizzato e sicuro”.