Si è tenuto oggi presso la sede di A4 Holding a Verona la cerimonia di premiazione della quarta edizione del premio “Cattedra Abertis” - il riconoscimento istituito nel 2021 dal Gruppo Abertis, Fondazione Abertis e A4 Holding, con l’Università degli Studi di Padova e la cui gestione è affidata al Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale (ICEA) dell’Ateneo patavino – che intende valorizzare i lavori di ricerca universitaria più innovativi in materia di mobilità sostenibile, gestione delle infrastrutture di trasporto e sicurezza stradale.
Oltre alla premiazione vera e propria delle due tesi di laurea magistrale e di dottorato - che hanno ricevuto un contributo economico pari a settemila euro complessivi - l’occasione è stata anche quella di dibattere gli esiti di una survey nazionale, svolta fra gli utilizzatori delle autostrade italiane rispetto alle abitudini di viaggio, ma anche sulle aspettative e sulle percezioni degli automobilisti in relazione alla mobilità autostradale.
Il confronto, promosso per riflettere sull’evoluzione dei servizi e delle infrastrutture autostradali in relazione ai bisogni dei viaggiatori, si è svolto all’interno della tavola rotonda “Ascoltare chi viaggia: elementi a supporto dell’evoluzione dei sistemi di mobilità” alla presenza di Elena Salgado, Presidente di Fondazione Abertis, dei vertici di A4 Holding e di diversi ospiti, fra cui il Sindaco di Vicenza, Giacomo Possamai, l’Assessore alla Mobilità del Comune di Verona Tommaso Ferrari, Marko Bertogna, Leader dello Spoke 6 del Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile (MOST) sui Veicoli Connessi ed Autonomi, Professore Ordinario presso il Dipartimento di Fisica, Informatica e Matematica dell’Università di Modena e Reggio Emilia e Riccardo Rossi professore Ordinario in Ingegneria dei trasporti presso il Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università degli Studi di Padova.
Tornando al premio “Cattedra Abertis”, che è coordinato in Italia dal Prof. Riccardo Rossi, quest’anno le due ricerche che si è inteso valorizzare e premiare riguardano: l’innovazione del trasporto ferroviario merci per ridurre in Europa e in Italia l'impatto ambientale e la dipendenza dal trasporto su gomma (Gurrì Simona, tesi di dottorato dal titolo “Sinergie tra treni merci elettrici bimodali a unità multiple e tecnologie ICE avanzate per un trasporto intermodale sostenibile”) e l’analisi delle criticità determinate dall’interazione tra il traffico merci portuale e la mobilità urbana, con la prospettiva di promuovere una governance integrata tra autorità portuali e amministrazioni cittadine per ridurre congestione e saturazione delle reti stradali (Burlando Giovanni Battista tesi di laurea magistrale “Valutazione dell'impatto dei cantieri stradali e delle infrastrutture portuali su una rete di trasporto urbana: caso di studio Lungomare Canepa”).
Il Premio Cattedra Abertis è un modello operativo internazionale voluto dal Gruppo Abertis, uno dei principali gruppi internazionali nella gestione di autostrade e servizi di mobilità, e dalla Fondazione Abertis, un’organizzazione senza scopo di lucro, fondata per favorire lo sviluppo, l’incoraggiamento e la promozione di tutti i tipi di attività legate allo studio e alla ricerca sulla partecipazione del settore privato alla crescita economica e sociale dei territori in cui opera.
Il premio ha l’obiettivo dichiarato di promuovere – tramite apposito bando biannuale - formazione e ricerca universitaria sul tema della mobilità sostenibile, valorizzando tesi di dottorato, lavori o progetti di laurea magistrale a carattere di ricerca o altri studi sviluppati in ambito accademico, che vertono su argomenti attinenti a questo tema, alla sicurezza del trasporto e alla gestione sostenibile delle infrastrutture e dei servizi di trasporto, avendo particolare cura poi per gli effetti economici, sociali e ambientali della mobilità e dell’impatto delle nuove tecnologie, prima fra tutte l’intelligenza artificiale. La ricerca si inserisce in un più ampio progetto internazionale promosso a livello di Gruppo Abertis, che ha coinvolto tutti i Paesi in cui il Gruppo opera e sette Università, con l’obiettivo di costruire una base conoscitiva condivisa a supporto dello sviluppo di infrastrutture, servizi e politiche della mobilità sempre più efficienti, sicure e orientate ai bisogni degli utenti.
"Da oltre 22 anni promuoviamo la crescita e la diffusione della nostra piattaforma internazionale delle Cattedre Abertis — ha dichiarato Elena Salgado, presidente della Fundación Abertis — con l’obiettivo di rafforzare il legame tra università e imprese e di potenziare così la formazione nella gestione della mobilità di oggi e di domani. Inoltre, miriamo a favorire sempre più la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo nel campo della pianificazione e della gestione dei sistemi di trasporto terrestre e nell’applicazione di nuove tecnologie, per realizzare progetti che promuovano la sicurezza stradale, oltre alla sostenibilità sociale, economica e ambientale.”
“Anche quest’anno registriamo un nuovo passo in avanti – è il commento di Bruno Chiari, Amministratore Delegato di A4 Holding- rispetto al percorso che abbiamo individuato per contribuire a progettare soluzioni all’avanguardia per le nuove frontiere della mobilità in Italia, raccogliendo anche i pareri e i consigli di chi viaggia sulla rete autostradale. La survey che abbiamo realizzato infatti ha evidenziato come gli automobilisti italiani riconoscano all’autostrada un valore legato all’affidabilità, alla sicurezza e alla qualità del servizio, esprimendo al contempo aspettative elevate in termini di innovazione e semplicità d’uso. Si tratta ora di continuare a investire nella transizione verso un modello di autostrada ancora più sostenibile e intelligente e farlo in tempi rapidi attraverso soluzioni chiare, accessibili e soprattutto fondate su un equilibrio tra benefici ambientali, sociali ed economici.”
I risultati della Survey
Nel quadro delle attività della Cattedra Abertis Italia, Fondazione Abertis, Abertis e A4 Holding hanno promosso e sostenuto una survey nazionale sugli utilizzatori delle autostrade italiane, con l’obiettivo di raccogliere dati omogenei e comparabili sulle abitudini di viaggio, sulle aspettative e sulle percezioni degli automobilisti in relazione alla mobilità autostradale.
La ricerca si inserisce in un progetto più ampio sviluppato a livello di Gruppo, che ha coinvolto i Paesi in cui Abertis è presente, con l’intento di costruire una base conoscitiva condivisa a supporto della riflessione su infrastrutture, servizi e politiche della mobilità.
La survey è stata presentata dal Prof. Riccardo Rossi, ordinario di Ingegneria dei Trasporti all’Università di Padova, che nel corso dell’iniziativa ha illustrato e commentato i principali risultati dell’indagine, offrendo una lettura complessiva dei dati emersi e delle loro implicazioni per il futuro della mobilità autostradale.
L’indagine è stata realizzata su un campione rappresentativo di 504 automobilisti e autotrasportatori italiani, selezionati tra coloro che utilizzano l’autostrada almeno una volta all’anno, con una distribuzione territoriale omogenea a livello nazionale. Il profilo emerso descrive utenti esperti, con un’età media di circa 52 anni e oltre 30 anni di esperienza di guida, caratterizzati da un utilizzo dell’infrastruttura significativo e ricorrente.
Dai risultati emerge che l’autostrada rappresenta una scelta consapevole e non semplicemente dettata dall’assenza di alternative: la principale motivazione di utilizzo è infatti la convenienza complessiva del viaggio in termini di tempi, affidabilità e comfort, mentre solo una quota minoritaria dichiara di ricorrervi per mancanza di opzioni praticabili. Tra i benefici più riconosciuti dagli utenti si evidenziano il risparmio di tempo, un livello superiore di comfort, la maggiore affidabilità degli orari di arrivo e , in misura minore, un minor rischio di incidente rispetto alla viabilità ordinaria.
Il giudizio sul rapporto costo–beneficio derivante dall’uso delle infrastrutture autostradali risulta articolato: una parte significativa degli intervistati esprime una valutazione positiva, mentre una quota altrettanto rilevante si colloca su posizioni neutrali; emerge tuttavia una minoranza critica, soprattutto in relazione alla percezione dei costi del pedaggio. Il dato conferma il ruolo centrale della qualità del servizio nella percezione di legittimità della tariffazione autostradale da parte di chi viaggia.
Ampio e trasversale è il consenso verso l’innovazione tecnologica: gli automobilisti mostrano elevata apertura verso sistemi di pagamento elettronico senza fermata, informazioni in tempo reale su traffico e cantieri, gestione dinamica dei limiti di velocità e sviluppo di infrastrutture a supporto della mobilità elettrica. L’adozione dell’innovazione è tuttavia condizionata dalla semplicità d’uso e dall’accessibilità delle soluzioni, con una maggiore propensione all’utilizzo nel caso di dispositivi gratuiti e facilmente disponibili.
Il livello di digitalizzazione risulta già significativo: oltre la metà degli utenti utilizza con regolarità applicazioni per la pianificazione dei viaggi autostradali, a conferma di una buona maturità rispetto all’uso della tecnologia digitale del campione, soprattutto tra gli utenti abituali.
Sul tema della sostenibilità ambientale emerge una sensibilità diffusa ma orientata al pragmatismo: gli utenti esprimono maggiore favore per misure incentivanti, come agevolazioni per veicoli meno inquinanti o servizi migliorativi, rispetto a interventi restrittivi o percepiti come penalizzanti.
Infine, sul piano socioeconomico si registra un apprezzamento per strumenti come sconti per utenti abituali e formule di abbonamento, oltre al riconoscimento del ruolo dell’infrastruttura autostradale nello sviluppo economico e territoriale. Più controversa risulta invece la tariffazione dinamica legata alle fasce orarie di punta, che incontra resistenze significative.
Nel loro insieme, i risultati mostrano automobilisti consapevoli del valore dell’infrastruttura, aperti all’innovazione, attenti a sicurezza e affidabilità e favorevoli alla sostenibilità, purché perseguita con approcci equilibrati e non punitivi.